gagrito è una giovane dalla personalità poliedrica, dalla salute cagionevole e dal borsellino vuoto. dopo aver trascorso un anno nei panni di calling girl, avendone guadagnato centinaia di vaffanculo in tutte le lingue del mondo e nei principali dialetti, e dei grossi grumi di cellulite sul culo, ha deciso di riprendere a buttare il suo tempo per conseguire una laurea inutile. nel tempo libero scrive qui le sue disavventure, si sottopone a visite mediche imbarazzanti, si inventa dei metodi per vivere senza il becco di un quattrino, fa delle brutte foto e alleva gatti di polvere e in carne ed ossa. una vita vissuta pericolosamente.
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questo blog nasce dall'esigenza di non avere un blog, infatti non è un blog. a me il blog e tutto quello che fa blog mi fa venire l'orticaria. non vorrei mai pubblicare un libro sul mio blog o sentire qualcuno che parla del mio blog. infatti questo non è un blog.
no, non ci metto la mail qui. se hai qualcosa da dirmi lasciami un commento, e se mi sento molto socievole ti scrivo io.
lei è la mia fidanzata.
«te c'hai un culo che parla.» suburra
«ho i crampi al cervello.» antigirl
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Jay: «Senti me, mia nonna diceva sempre: è mille volte meglio un fottuto, un bellissimo dove non c'è un cazzo....no anzi: a che serve un piatto se non c'è un bel cazzo dentro?»
Dante: «...Vuol dire?»
Jay: «Ma che ne so, mia nonna era arteriosclerotica, stava sempre a pisciarsi addosso... e anche a cacare se è per questo.»
Clerks, 1994.
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la mia prima ruga è uscita: è lì, è profonda, è, innegabilmente, una ruga.
ho 27 anni, e una ruga.
la mia reazione è stata molto più controllata e impassibile di quel che pensassi: ne ho preso atto con una scrollata di spalle, e son tornata a cercare di curare una bronchite che mi sta uccidendo con devastanti e squassanti attacchi di tosse continui (a giugno? si, a giugno. c'è chi può. io può).
insomma, è una ruga sottile e abbastanza profonda, e sta proprio sopra il naso, in mezzo alle sopracciglia. sulle prime pensavo fosse una cicatrice, se non fosse che prima non c'era, poi un giorno è apparsa e io non mi son mai tagliata in mezzo agli occhi, non che ricordi, almeno.
le rughe sono segni d'espressione, e il primo segno d'espressione che il mio corpo ha scelto di mostrare non è una rughetta vicino alla bocca perché ho sorriso troppo, o una zampa di gallina vicino agli occhi perché a furia di ridere la pelle ne ha preso la forma, no: è un solco in mezzo alle sopracciglia, perché evidentemente aggrotto le sopracciglia in maniera eccessiva e incontrollata.
insomma, sono una ragazza allegra, e ne ho tutte le caratteristiche fisiche.
per fortuna è coperta dalla frangetta, fondamentalmente sarà sufficiente tenere la frangetta fino ai 45 anni e poi non dovrò più preoccuparmi di camuffare una ruga in particolare.
dopo aver partecipato con estremo entusiasmo e senza alcuna cognizione di causa a numerose discussioni dissacranti sulla canzone di povia "luca era gay", l'ho finalmente sentita alla radio durante uno dei miei lunghi tragitti notturni in macchina (che faccio spesso cercando di ammazzarmi schivando enormi cani morti o avendo colpi di sonno al volante), e ho maturato un mio personalissimo giudizio sulla questione.
ovvero: la canzone di povia non è offensiva per gli omosessuali, ma è estremamente offensiva per la madre.
caro piccione (dove con piccione intendo un'altra parola che inizia con la c e fa rima con piccione e in mezzo ha una "o" e "gli" ma non vorrei risultare volgare), se fossi anche tu una donna di mezza età con un figlio pre-adolescente e palesemente disturbato, abbandonata da un marito menefreghista e probabilmente pure fedifrago a crescere un ragazzino segaiolo e ingrato e a vivere una poco soddisfacente carriera da milf sola e depressa, caro povia io credo che tuo figlio probabilmente non sarebbe solo uno con qualche normale e comprensibile problema di identità sessuale, ma un disadattato con dei fetish interessanti tipo la cacca, fare sesso vestito da regina vittoria, i clisteri, l'amore interspecie o una combinazione tra queste cose.
propongo di fondare delle associazioni di casalinghe/mamme tradite e abbandonate e andare a spiegare a povia come le sue braccia sarebbero così adeguate e utili per quel magico settore mai in crisi che è l'agricoltura.
possibilmente a colpi di vanga (per fargli prendere familiarità col mezzo).
sono passata (in 3 minuti circa) dall'avere un moderato attacco di fame di wafer alla vaniglia, a un fortissimo attacco di fame di dolce al caffé (tipo torta o tiramisù), all'avere un devastante attacco di fame di peperoni grigliati, tutti uno di seguito all'altro, accompagnati da salivazione in stile pavlov e immagini vivide che mi passavano per la mente.
ora sto mangiando dei crackers.
mi chiedo se sono grave.
da un paio di giorni sono a letto con febbre e devastante tosse/raffreddore/ok, non lo so cos'è ma è devastante.
i miei felini, per farmi capire che loro quando vogliono sono dei veri cacciatori (ma non con i maledetti piccioni caga-lenzuola-stese) stanno sterminando i lumaconi senza guscio che la notte passeggiano nel balcone della cucina.
questa cosa mi ferisce orrendamente, perché io amo i poveri indifesi lumaconi senza guscio, che sono animali morbidi, innocenti e simpatici e soprattutto non mi cagano il bucato, mentre vorrei davvero che i piccioni se ne andassero.
ma no, loro osservano placidamente i piccioni e poi si mangiano le lumache.
maledetti bastardi. sto pensando di fargli trovare da mangiare solo quelle. vediamo come va a finire.
tanto lo so come va a finire, cioé che io non riesco a star fuori dal letto per più di mezz'ora, figuriamoci uscire di casa a fare la spesa, quindi ben presto il cibo finirà e io morirò rantolando tra le lenzuola sudate guardando la trentesima puntata di dott. house di fila (probabilmente morirò perché mi convincerò di avere il lupus, o una malattia venerea, o qualche sindrome genetica incurabile). e allora i miei gatti mangeranno me.
oggi numero 3 mi ha morso.
secondo me mi stava assaggiando.
ho paura a passare un'altra notte da sola con loro
capisci che nella tua vita c'è qualcosa di profondamente storto quando hai la casa piena di gatti e la terrazzina piena di piccioni.
il massimo apporto dei gatti alla vicenda è uscire nella terrazzina, sedersi vicino a loro per guardarli, e poi rientrare perché c'è freddo scrollando le zampine umide di pioggia.
i piccioni li guardano incuriositi, poi continuano ostinatamente a piccionare e a cagare sulle mie piante.
credo che il prossimo passo sarà lasciare i gatti senza mangiare per una settimana e poi stendere una rete sotto il terrazzo per ripescarli dopo che, presumibilmente, avranno fatto il loro dovere di gatti.
oppure comprare una fionda.
lo sapevate? organizzare un funerale e annunciare un lutto a parenti e amici la mattina di natale è più difficile che prendere un appuntamento col presidente della repubblica.
sapevatelo.
auguri a tutti.
non è che io mi sia dimenticata di questo posto, in realtà mentalmente ho elaborato centinaia di incipit degni di un premio letterario per centinaia di nuovi post, però poi fondamentalmente sono stata distratta da un sacco di cose importantissime (tipo un cane con la coda a ciuffetti) e alla fine ho sempre dimenticato di scrivere.
ora invece sto scrivendo perché ho un sacco di cose da fare, ma fuori c'è il diluvio universale, io ho freddo, non ho voglia di vestirmi per uscire e aggiornare gagrito è una giustificazione sufficiente con me stessa per ritardare un po' l'inevitabile dovere.
vabbé.
cosa mi è successo di bello in questo lungo periodo di latitanza?
che mi hanno rimandato la laurea di altre 2 sessioni, quindi mi laureo forse a giugno, devo pagare un anno di tasse in più e uscirò dall'università che praticamente sarò troppo vecchia per fare dei figli. ma AH - AH! io non voglio figli! quindi li fregherò tutti.
e non voglio parlare di cosa mi sia successo di brutto. per esempio del tizio a cui ho sentito dire al telefono ad una festa in facoltà di lettere e filosofia "se sapevo che eravate a casa non ero venuto", e della tentazione fortissima che ho avuto di sollevare una panca e tirargliela addosso con violenza, ma no, non ne voglio parlare.
no.
la verità è anche che internet mi ha sfrangiato i coglioni.
io passo una quantità di tempo importante nella mia vita a mandare a fanculo gente. in maniera più o meno esplicita, gentile, educata o brutale, io mi libero di chiunque ritenga un idiota o un coglione, di chiunque non mi piaccia e di chiunque sia invadente o approfittatore. dopo tanti anni passati a mantenere, per una non meglio precisata correttezza formale, rapporti amichevoli con gente che voleva solo scoparmi/ avere i miei appunti del liceo o all'università/ scoparsi le mie amiche/ scoparsi il mio fidanzato/ scopare il mio cane/ usarmi per arrivare a qualcuno o qualcosa/ mi aveva palesemente maltrattato o fatto qualche genere di violenza fisica o mentale, il tutto ammantato da confezioni industriali di ipocrisia, ecco io sono diventata cinica e scostante. le persone me le scelgo, se le scarto c'è un perché, e per me è sicuramente il perché giusto e di conseguenza è inappellabile. e cazzo se vivo meglio.
scopo di meno, e forse anche le mie amiche, ma vivo meglio. (loro non so).
ecco, con questi presupposti, forse decidere qualche tempo fa di iscrivermi a facebook non è stata una buona idea.
quando io mi sono iscritta a facebook, la moda di facebook non era ancora esplosa ma quasi. c'era ancora la prima interfaccia, e le impostazioni di privacy non sembravano una cosa così importante.
la prima cosa che mi ha fatto girare i coglioni è stata che mi si chiedessero nome e cognome veri. io non ho mai pubblicato il mio cognome su internet da quando lo uso, non ce l'ho nemmeno nell'intestazione dell'email. ho messo dunque nome e cognome falsi, e ho pensato che fosse un social network per minorati mentali, un po' come tutti i social network, ma in misura leggermente maggiore.
un'altra cosa che tutti dicono relativamente a facebook è: che figo, puoi ritrovare tutti i tuoi vecchi compagni di scuola!
ma io che ci ho messo anni a liberarmi dei miei compagni di scuola (anche se in realtà non è stato difficile, a scuola ero pressoché invisibile, e quando non ero invisibile ero sgradevole) e di tutto quello che era relativo a quel periodo della mia vita, perché cazzo dovrei volerli cercare adesso su facebook?
fondamentalmente, in realtà, mi è anche capitato di incontrarli online o dal vivo dopo anni e anni, e i dialoghi che sono seguiti sono sempre stati una copia di questo:
compagno di scuola: "oh, ciao! come stai, che combini?"
io: "eh, nulla di che. sto cercando di finire l'università."
compagno di scuola: "oh, cosa, un master? la specialistica?"
io: "no, la triennale. sono fuori corso."
compagno di scuola: "ah... ehm.. immagino che allora avrai un lavoro impegnativo, eh?"
io: "mah, girato un po' di call center, fatto cose saltuarie qua e là, niente di serio."
compagno di scuola: "...sì certo... ah... uhm... ah beh però scommetto che hai famiglia eh? eheheh"
io: "no, ho un sacco di gatti. però ho un fidanzato. ehi, ormai è lo stesso da qualche giorno."
compagno di scuola: "eh ehm sì vedo che te la passi benone insomma"
io: "non mi lamento. tu?"
compagno di scuola: "io? niente di speciale guarda, mi sono laureato alla bocconi di milano, ho fatto un master in project management di impresa, poi ho fatto degli stage a parigi e a berlino, lì ho conosciuto una ragazza svedese e beh, sai come vanno queste cose, ci siamo sposati, sai lei è un chirurgo ottico di fama internazionale ma passa la maggior parte del suo tempo a lavorare con medici senza frontiere per curare i bambini del burkina faso che muoiono per la cataratta, ci crederesti? la cataratta, da non credere, comunque ora abbiamo comprato casa e viviamo a new york in centro, abbiamo tre bellissimi figli, io sono responsabile di un grosso settore della apple, sai non dovrei dirtelo ma in realtà sono io che ho inventato l'i-phone, e insomma, forse non dovrei dirti nemmeno questo, ma ho inventato anche i cuccioli di cane."
io: "e dimmi, barbara la senti ancora?"
vabbé, comunque, mi sono iscritta e ho aggiunto i miei amici, le stesse persone che vedo ogni giorno all'università o al pub, e ho aperto una nuova fondamentale piattaforma di cazzeggio.
nel primissimo periodo, presa dall'entusiasmo, ho aggiunto un sacco di giochini e applicazioni, di gruppi, accettato amicizie random, poi mi sono velocemente rotta il cazzo e ho iniziato a rifiutare e ignorare tutto, ma ormai era tardi: l'homepage era cambiata, facebook si era tramutato, e i feed nell'homepage sono stati invasi dagli aggiornamenti di qualsiasi minima azione, pensiero o movimento di tutti i miei contatti relativamente a qualsiasi cosa.
ora, capire perché mai dovrebbe interessarmi leggere cose come "antonio rossi va a lavarsi i denti e poi a lezione di ingegneria ambientale", oppure "cristina poggi ha commentato la foto di valeria bianchi 'ahaha che bono il tuo gatto LOL'" si è rivelato uno sforzo al di sopra delle mie ridotte capacità mentali. ma non ho avuto tempo di preoccuparmene realmente, perché mi sono rapidamente resa conto che facebook si era riempito, a velocità warp, di una lunga serie di persone che nell'arco della mia esistenza avevo cercato di eliminare dalla mia vita o anche dalla faccia della terra, e non potevo esimermi dal saperlo perché, immancabilmente, vivendo in una piccola città, tutti conoscono tutti e continuavano a spuntare come funghi tra i contatti dei miei contatti. cosa di cui io venivo prontamente notificata dagli utilissimi feed.
ho cercato di arginare e modificare le mie impostazioni di privacy di modo da non essere rintracciabile, leggibile, osservabile e commentabile da occhi indesiderati, ma era del tutto inutile, dato che continuavo a ricevere notifiche nella home da gente che io disperatamente allontanavo dai cazzi miei, ma i cazzi loro (indesideratisssssssssimi) mi venivano sbattuti sotto gli occhi di prepotenza grazie al gioco di contatti comuni e grandefratellismo coatto di facebook.
insomma, vinta dall'esasperazione, ho cancellato l'account.
al momento della cancellazione i signori padroni di facebook mi hanno informato che ok, per i miei contatti l'account sarebbe risultato cancellato, ma loro si sarebbero tenuti TUTTO in memoria nel caso io avessi cambiato idea, e allora mi sarebbe bastato solo fare un login per ripristinare TUTTO COME PRIMA!!
da quel giorno sto cercando se esistono online organizzazioni che ti permettono di pagare un tossico oltreoceano per avere quel genere di servizi che si ottiene normalmente pagando un tossico, perché i signori che hanno creato facebook si meritano come minimo che qualcuno gli dia fuoco alla macchina, gli caghi davanti alla porta di casa tutte le mattine per il resto della loro vita, gli vada a prendere i figli a scuola e li porti al cinema a vedere dei film porno con animali e anziani che si cagano reciprocamente addosso, e infierisca fisicamente sulle piante del loro giardino, il tutto condito con telefonate continue che li tengano aggiornati ("tossico si sta inserendo le tue begonie nel retto, clicca qui per vederlo!", "tossico sta incendiando la tua BMW, clicca qui per vederlo!").
se volete partecipare alla colletta fatemi sapere.
ieri sera sono andata in un locale.
non succedeva da un sacco di tempo.
per l'occasione ho anche cercato di vestirmi decentemente e di truccarmi un po', in modo da nascondere le occhiaie e lo sguardo da cocker (testuali parole di una mia vecchissima conquista).
mentre parlavo con le mie amiche vicino al bancone mi si è avvicinato un tizio (con spiccatissimo accento palermitano) e mi ha attaccato bottone, porgendomi poi il bigliettino da visita con l'indirizzo della sua radio online.
e vabbé, mi son detta, pubblicità, è normale.
qualche ora dopo lo stesso tizio, ubriaco fradicio, mi ha fermato sulla porta pregandomi (ma in modo molto educato) di dargli il mio numero di telefono.
ho cercato di balbettare qualcosa sul perché non potessi o volessi dargli il mio numero, ma mentre tentavo di farlo lui mi ha detto che è qui per lavoro e starà poco, non conosce nessuno e si sente solo, non ha intenzioni sessuali e la sua ragazza arriva dalla sicilia la settimana prossima.
confusa (dato che nella vita mi sarà capitato forse 3 volte in tutto che mi chiedessero il numero di telefono), priva di una scusa decente (dato che mi ero già giocata "ho il ragazzo" e "sono socievole come un rottweiler con avanzata idrofobia") e desiderosa di allontanarmi velocemente gli ho dato il mio numero sperando che si dimenticasse di averlo segnato.
speranza vana, perché un'oretta dopo mi ha mandato un sms colmo di simpatia etilica.
spero solo non sia uno di quei maniaci che ti chiamano alle 4 del mattino per respirare nella cornetta.
la compagna del mio penultimo ex ha invitato il mio ultimo ex ad andare a trovarli a casa loro, dato che lui si è trasferito in zona.
si conoscono tramite internet, ma sanno tutti benissimo chi sono.
stavo pensando di mandarle un pacchettino con le schede e i recapiti di tutti i ragazzi che ho frequentato dalle medie a oggi, magari le può tornare utile in futuro.
odio internet e il modo in cui mi permette di farmi cazzi non miei. fa male alla mia salute mentale.